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IL POSTULATO

PRIMA ESPERIENZA DELLA VITA FRANCESCANA VISSUTA

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      Il postulato è il periodo formativo in cui, dopo l’iniziale opera di chiarimento della propria vocazione, il candidato si impegna con semplicità e letizia nel cammino di progressivo distacco dal proprio ambiente di vita per approfondire i valori essenziali della fede cristiana e aderire con crescente consapevolezza alla vita francescana sperimentando l’appartenenza alla nuova famiglia religiosa.

      Memori delle parole di S. Francesco contenute nella Regola:"… il Ministro poi amorevolmente conforti nel suo proposito (colui che chiede di entrare nell'Ordine), e gli esponga con esattezza il nostro tenore di vita…", si ritenga questo periodo iniziale di grande importanza per questi motivi:

a. Favorire e approfondire la mutua conoscenza tra la fraternità e il candidato all'Ordine, come anche la conoscenza del suo ambiente familiare e sociale;

b. Aiutare il candidato a maturare personalmente:

nella conoscenza ed accettazione di se stesso; nella apertura agli altri senza perdere la propria personalità; nell'integrazione con la vita umana e cristiana nella situazione locale;

c. Verificare il grado di cultura generale e di conoscenza della fede della Chiesa e completarle nella misura ritenuta necessaria;

d. Aiutare il candidato ad entrare in un rapporto sempre più personale con Cristo, mediante una volontà di conversione e di consacrazione al Signore, avviandolo ad un nuovo stile di vita;

e. Offrire una conoscenza preliminare della figura e della vita di S. Francesco.

          Ogni Provincia stabilisca nel Direttorio di Formazione i requisiti per l’annessione al Postulato:

a. Nell’ ambito della personalità, della maturità umana, della salute fisica e psichica e delle motivazioni;

b. Nell’ ambito della conoscenza e esperienza della vita di fede;

c. Nell’ ambito della conoscenza preliminare della vita e figura di S. Francesco;

d. Inoltre, per coloro che sono stati in un’altro Istituto religioso o in un seminario maggiore, si richiede una relazione da parte dei responsabili della comunità (seminario) per un dialogo diretto per quanto possa essere possibile con essa.

      Dove i postulanti provengono da culture e lingue diverse, è necessario che abbiano una conoscenza adeguata della cultura che li ospita e della lingua usata nella casa di formazione.

      Questo periodo venga regolato ed animato secondo un

programma che preveda:

a. Un'introduzione alla preghiera, accompagnata da momenti di preghiera personale e comunitaria;

b. Dialogo frequente del formatore col candidato, mediante il quale il postulante possa raggiungere un rapporto fiducioso con il formatore, e nel quale possa essere messo a conoscenza del suo cammino, secondo le sue possibilità, mediante una franca valutazione ed opportune indicazioni utili alla sua crescita;

c. Esperienze di lavoro manuale soprattutto a servizio della comunità;

d. Verifica della maturità umana ed affettiva del candidato e la sua capacità di vivere serenamente con gli altri fratelli in cammino con lui;

e. Riflessioni per una prima conoscenza dei voti e della vita religiosa e della famiglia di appartenenza;

f. Studio dei temi particolari attorno a tre nuclei: la dimensione umana della vocazione, la conoscenza della fede e la conoscenza del carisma francescano (cf Appendice A).

       Il postulato deve essere trascorso in una comunità formativa sotto la direzione di un formatore diretto e con una consistente stabilità di presenza in essa del candidato, e ordinariamente con la presenza di un certo numero di candidati che permetta una vera vita fraterna. Questo periodo serve ad una prima esperienza della vita francescana.

          E’ necessario che tra i formatori del Postulato e quelli del noviziato, anche se di diverse Province, ci sia una stretta collaborazione per facilitare il passaggio del candidato da una fase all’ altra.

    Verso la fine del Postulato, il formatore, in dialogo con il postulante, verifica il suo progresso nel cammino vocazionale, e manda la sua relazione al superiore maggiore, insieme al suo parere riguardante l’ammissione del postulante al noviziato, dove mettere in risalto i seguenti punti:

a. Il grado di maturità umana e cristiana;

b. La cultura generale di base;

c. L'equilibrio dell'affettività;

d. La capacità di vivere autentiche relazioni fraterne(88);

e. La capacità di incarnare i valori francescani.

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