Curia provinciale dei                                                                         frati minori conventuali                                                                                                di Napoli

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LA BASILICA

La Basilica di San Lorenzo

fu la prima chiesa ad essere

ricostruita secondo l’inconfondibile stile gotico francese, introdotto dagli architetti e dalle maestranze a seguito di Carlo I.

La pianta attuale della Basilica, costruita secondo le esigenze dello spirito francescano, si presenta con una sola grande navata centrale, Abside e 23 cappelle laterali.

LA SALA SISTO V

Costituito da una grandiosa sala rettangolare, lunga 43,60 mt e larga 9,80 mt, si accede ad un elegante vestibolo di epoca sveva che, secondo il Celano, una volta era affrescato come il chiostro. Nel 1972, sul lato sinistro vennero scoperte alcune trifore di chiaro stile svevo, simili ai tre grandi archi che nello stesso anno erano già stati portati alla luce sulla parete di divisione tra il chiostro ed il predetto vestibolo. Tutto ciò ha fatto pensare che sia questa sala che il vestibolo, furono costruiti dai frati minori prima della demolizione della chiesa paleocristiana.

NAPOLI SOTTERANEA

Una vera e propria area archeologica si estende oggi a circa 10 metri di profondità, sotto la chiesa di San Lorenzo Maggiore. All’interno del chiostro settecentesco è visibile parte del macellum, il mercato romano, databile alla seconda metà del I secolo d.C.: esso era costituito da uno spazio porticato rettangolare, su cui si aprivano botteghe, e da un cortile interno scoperto e pavimentato a mosaico, al centro del quale era collocata una tholos, un edificio circolare destinato alla vendita degli alimenti. 


LA BIBLIOTECA

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La Biblioteca “FRA LANDOLFO CARACCIOLO”

 è stata istituita dai Frati Minori Conventuali al momento del loro ritorno nel convento nel 1937; in verità, le soppressioni degli enti monastici avvenute nei secoli XVIII e XIX avevano portato ad una dispersione del patrimonio librario ed archivistico conservato fino ad allora nel Complesso, recuperato solo in parte con il ritorno dei frati nel convento nel 1937. 

IL MUSEO

Collegato all’area degli scavi è il Museo dell’Opera di San Lorenzo Maggiore, allestito negli ambienti cinquecenteschi intorno e nella Torre civica, che affianca la Basilica. In esso è presentato al pubblico un vero e proprio spaccato della storia di Napoli dall’età classica sino all’Ottocento. Nel suo allestimento scientifico, in senso cronologico ascendente nei vari livelli dell’edificio, si passa dai reperti archeologici di epoca greca a quelli di età romana, repubblica e imperiale; dalle testimonianze di epoca tardo-antica a quelle paleocristiane e poi bizantine; dall’alto Medioevo e dalle civiltà Sveva e Normanna sino all’età Angioina e Aragonese, per giungere infine alle sale che ospitano i pastori sette-ottocenteschi della prestigiosa collezione del convento.

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LA CHIESA

La chiesa gotica a croce latina è stata rimaneggiata lungo i secoli. Vi si accede attraverso un portale gotico chiuso con un portone risalente al 1546. La navata della chiesa, in corrispondenza degli altari laterali e’ decorata con tele risalenti al XVIII secolo. 

IL MUSEO

Il Museo Archeologico Provinciale dell’Agro Nocerino-Sarnese e’ collocato dal 1965 nell’ala più antica del convento di S. Antonio, in locali trecenteschi di grande interesse storico ed architettonico. 

LA PINACOTECA

La Pinacoteca del convento di Sant’Antonio, inaugurata nel 1995, conserva un prezioso insieme di opere, soprattutto cinquecentesche, che rappresentano una parte importante dell’intero patrimonio artistico dell’Agro Nocerino.


Nel 1954 viene costituita la Biblioteca "Sant' Antonio Dottore".

La biblioteca è stata sempre di alto rilievo per il convento. Durante i secoli XVI-XVIII, infatti il convento accoglieva lo studio provinciale con importanti maestri. 

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LA CHIESA

La chiesa dedicata a San Francesco, ubicata nella via omonima n. 9, è parte integrante del "Complesso Monumentale San Francesco". Fu edificata nel sec. XIII su una preesistente chiesetta - in località Ponticeto - e dedicata a San Giovanni Battista. Ravello.

IL SANTUARIO

Nella chiesa conventuale annessa al convento sono custodite le spoglie di una grande figura francescana, il Beato Bonaventura da Potenza, morto a Ravello nel 1711. Questo Santo operò intensamente sul territorio della costiera amalfitana.

LA BIBLIOTECA

 Il patrimonio bibliografico della Biblioteca è costituito da fondi antichi e moderni ed è in continuo incremento; la consistenza attuale è di circa quarantamila volumi. 

La Biblioteca custodisce manoscritti, cinquecentine, alcune delle quali rare, e preziosi corali.


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LA STORIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il primo convento francescano con annessa chiesa oggi dedicata a Sant’Antonio si trova all’interno delle mura, nella parte orientale della città dove un tempo sorgeva la chiesa di Sant’Antolino con l’omonima porta. I bastioni esterni del convento infatti chiudevano una cinta muraria intermedia, che per circa due secoli ha delimitato i confini urbani prima dell’ultima estensione della città murata dovuta ai Caracciolo nel ’400.

All’interno è conservata la sepoltura di Francesco Eustachio de’ Portinari, discendente da Folco Portinari, il padre della Beatrice di Dante. I fiorentini furono presenti a Melfi per ragioni commerciali, a seguito di Niccolò Acciaioli nominato principe della città in età angioina. Dopo che Roberto d’Angiò assunse la signoria di Firenze molti banchieri e mercanti fiorentini discesero infatti nel regno meridionale e, fra essi, anche Giovanni Boccaccio.

Nel testamento del Portinari, datato 1373 e conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, sono citati molti altri illustri fiorentini illustri che vissero stabilmente a Melfi: il notaio Di Lorenzo che redige l’atto, Gerio di Cinnamochi, Niccolò Soderini e i banchieri Antonio Del Bene e Jacopo Salvini.

La facciata della chiesa è caratterizzata da un rosone, mentre il campanile quadrato è in pietra lavica. Sul fianco destro si apre l’ingresso del convento con il chiostro.

LA GROTTA DI SAN MICHELE A MONTICCHIO

 

 

 

 

 

L'Abbazia di S. Michele sorge in un paesaggio di straordinaria bellezza, dove il verde di una fitta vegetazione si alterna a due specchi d'acqua creando un incantevole effetto scenografico. L'abbazia, fondata dai Benedettini nel X sec., ha una tradizione molto antica. Fu infatti costruita su una grotta scavata nel tufo, nei pressi della quale sono stati ritrovati depositi votivi risalenti al IV-III sec. a.C.

La Grotta dell'Angelo dedicata a S. Michele era il luogo dove si riunivano in preghiera i monaci italo-greci che anticamente abitavano la zona. Successivamente vi si insediarono i Benedettini, che fecero edificare l'abbazia, abbandonandola poi nel 1456. Dopo molte vicissitudini passò ai Cappuccini, che fondarono una biblioteca e un lanificio. L'intero complesso è costituito da un convento a più piani, una chiesa settecentesca e la cappella di S. Michele. Un caratteristico sentiero attraversa i fitti boschi e conduce all'abbazia che, arroccata su una falda del monte Vulture, si affaccia sul lago Piccolo creando un gradevole contrasto con la natura circostante.


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LA STORIA

 

 

 

 

 

La Chiesa di S. Antonio e gli aversani: un binomio inscindibile per secoli. Non si può comprendere bene la presenza religiosa dei frati francescani e la loro operosità pastorale e il loro servizio sociale a favore di ogni persona se la si disgiunge dal popolo. Questa Chiesa, sorta quasi al centro della città, divenne nel corso degli anni, un cuore palpitante di vita spirituale e di impegno culturale illuminando menti e alimentando nel cuore di tutti la verità della fede. Nel 1866 i frati minori conventuali a seguito delle soppressioni garibaldine furono allontanati dal loro convento che, anno dopo anno, apparve destinato all’abbandono e al deterioramento definitivo delle sue strutture. Per un secolo e più c’è stata nei confratelli di ieri una "nostalgia » forte per l’antica dimora e un amaro sentimento per le difficoltà del ritorno". Ma i figli di Francesco non hanno mai desistito, desiderosi sempre di vivere in "quelle celle" e di legare la loro consacrazione religiosa, nel monastero di S. Antonio, alla memoria del passato. Ed è stata questa "memoria" più viva delle pietre, più forte dei decreti, più fresca che mai, a dare impulso e tenacia ai tentativi per il recupero. Questa memoria del passato non ha mai cancellato gli eroismi degli eminenti confratelli vissuti in quel convento ed ora beatificati e canonizzati dalla chiesa come il Beato Bonaventura, il Beato LucciSan Francesco Antonio Fasani

L'ARTE

Attraverso i secoli questo Santuario Antoniano di Aversa s’è arricchito di numerose opere d’arte. Affreschi, tavole, tele, marmi, sculture impreziosiscono questo tempio conferendogli un aspetto basilicale.Oltre i marmi ed altre sculture, questo tempio contiene un eccellente patrimonio pittorico d’epoca rinascimentale e barocca. Sul primo altare, a destra, troneggia il dipinto su tela dell’antico titolare S. Antonio Abate. Da Gaetano Parente è attribuito a Domenico Gargiulo detto Micco Spadaro, però, grazie all’ultimo restauro, si può vedere chiaramente in basso a sinistra la firma del committente "F. Marcus de Fracta Maior F.F. 1665" e la nota sigla dell’autore "CMP" (Carolus Mercurius Pinxit), riferita al grande pittore seicentista Carlo Mercurio, che ad Aversa ha lavorato e ha lasciato molte sue opere. Il santo del deserto è rappresentato con l’abito monastico, col libro e bastone col campanello, il fuoco e con putti ed angeli che lo circondano; di bell’effetto sono il volto del santo patriarca e dei putti che soffiano sul fuoco.


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LA CHIESA

Il complesso parrocchiale è costruito su un suolo donato dai fratelli Notari, su progetto dell’architetto Scalpelli. La chiesa è caratterizzata da un colonnato circolare all’interno, da un’abside a cappellone in fondo e da una cappella del Santissimo, circolare. La chiesa è stata consacrata da monsignor Gaetano Pollio il 25 giugno 1971. Il primo parroco è stato Don Cesare Pellegrino.

GRUPPI PARROCCHIALI

Nella parrocchia vari sono i gruppi pastorali:

Gruppo Marta,

gruppo giovani,

gruppo missionario

Ofs, apostola della preghiera

scout, catechisti, ministranti,

Caritas , cori.

L'INTERNO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'artistico e originale fonte battesimale in pietra di Trani, è stato progettato dal parroco padre Paolo D'Alessandro nel 2015. Esso è stato concepito come un fiore, che sboccia, avente otto petali sinuosi che si alternano nella finitura liscia e bucciardata. Il numero otto significa, nella simbologia cristiana, la resurrezione di Cristo e quella dell'uomo che crede in Lui, vita nuova che sboccia dal Sacramento del Battesimo per mezzo dell'acqua e dello Spirito Santo. 


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LA CHIESA

 Il Convento dell'Immacolata  al Vomero fu fondato nel 1956, a ricordo del 1° centenario  della proclamazione del dogma 

 dell’Immacolata Concezione e  delle apparizioni a Lourdes.  La Chiesa fu inaugurata il 5 luglio 1964 ed

elevata subito a Parrocchia.  Fino al 1988 è stata  sede della Cattedra francescana.

  Negli ultimi anni la Chiesa  è stata arricchita di vetrate e di un organo a canne, costruito da Vincenzo Mascioni.  

LA M.I.

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Il gruppo della “Milizia dell’Immacolata”, associazione pubblica di fedeli fondata da San Massimiliano Kolbe nel 1917, vede sempre più crescere il numero dei consacrati alla Vergine Maria. Gli incontri si tengono il primo ed il terzo mercoledì di ogni mese alle ore 17; ove con grande semplicità e cordialità, i partecipanti, detti “Militi” seguono precisi programmi di formazione e percorsi di spiritualità per se stessi e per i nuovi aspiranti. 

IL TEATRO

Dal vecchio e storico Auditorum Immacolata è nata una struttura completamente nuova e pensata per gli eventi teatrali di tutto rispetto:  il TEATROIMMACOLATA. (clicca per collegarti)

Il criterio usato, per gli interventi di ristrutturazione, è stato improntato orientandosi prevalentemente per il massimo comfort, sia per il pubblico che per gli artisti ed operatori.

I GRUPPI

La parrocchia e costituita da vari gruppi parrocchiali e varie e diverse attività pastorali e diocesane insieme a quelle francescane.


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La chiesa

 

 

 

 

 

 

La prima chiesetta duecentesca doveva trovarsi ove ora si trova l'edificio che ospita le celle dei frati. Nel XV secolo viene realizzata la seconda chiesa, che si trovava ove ora si trova il chiostro di accesso al convento, ad una nave con numerose cappelle laterali. Tra la chiesa duecentesca, integrata nel convento, e quella quattrocentesca venne poi realizzato il refettorio, attuale biblioteca.

Il museo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Tutta la superficie musealizzata è attualmente oggetto di una ridefinizione adeguata alle mutate esigenze ed un allineamento a standard più attuali. 

La biblioteca

 

 

 

 

 

 

La biblioteca di S. Francesco possiede un fondo antico di incommensurabile valore, polo di riferimento nei secoli passati ed anche attualmente per la presenza significativa dei Frati Minori Conventuali per tutta l’Alta Valle del Calore comprendente i paesi di Montella, Cassano, Bagnoli Irpino, Nusco.

Significativo valore sia per la preziosità delle note bibliografiche sia per il contenuto delle opere stesse che sono ripartite in edizioni stampate in Italia e all’estero a partire dai primi del 1500 a tutto il 1700.

Il chiostro

Il chiostro (o antichiostro come lo definiscono i documenti coevi),in doppio ordine con capitelli corinzi, fu realizzato su disegno di un architetto montellese da maestranze di San Severino (SA) tra il 1741 e il 1743 adoperando pietra locale (breccia irpina).


L’antica chiesa, dedicata a S. Francesco, fu fondata nel secolo XIII. Il convento fu ampliato nel 1399 per opera del conte Nicola Orsini.

I frati furono espulsi nel 1807 e soltanto nel 1941 poterono ritornare nel convento anche se in una parte davvero insignificante. Nel convento, costruito in quegli anni fu collocato l’asilo parrocchiale poi l’orfanotrofio e in seguito il seminario serafico di preparatoria.

La Chiesa che già funzionava da parrocchia dal 1928, con decreto del vescovo locale venne eretta in sede parrocchiale ed affidata ai nostri religiosi dal 1940.

Dal 1980 la Chiesa e il Convento sono interessati da imponenti lavori di ristrutturazione. Dal 1995 la Chiesa è stata riaperta al culto.

continua......